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Come base di partenza per questo itinerario ho scelto
la località di Pistis, ma lo stesso giro, con le sue varianti, si può
benissimo fare partendo da Torre dei Corsari o Porto Palma così come da
Sant'Antonio di Santadi o Marceddì (se si vuole approfittare della
pineta per un ristoro al fresco), senza peraltro allungare di molto.
Prima di tutto godiamoci lo splendido panorama di
questa parte di costa ovest della Sardegna: S'Enna 'e s'Arca con le sue
rocce e Pistis con la sua bellissima spiaggia.
Pronti a pedalare usciamo da Pistis prendendo la strada oltre il
parcheggio, salendo in zona Seguris: subito la prima difficoltà, in
quanto il fondo smosso e scanalato e la pendenza "importante" potrebbero
costringere qualcuno (me per esempio) al piede a terra; molto meglio e
sicuramente più divertente sarà farlo al contrario,, anche se la discesa
sarà molto breve.
Superato il primo ostacolo percorriamo per intero la
sterrata fino ad incrociare la strada che porta a Torre dei Corsari;
l'attraversiamo e ci immettiamo proprio di fronte a noi su uno stradello
asfaltato che porta alla miniera abbandonata di Zurufusu, volendo si può
allungare di pochi km per visitare le rovine (archeologia mineraria).
L'asfalto finisce dopo meno di 2 km anche se la strada continua; noi
proprio qui prendiamo a sx una lunga e divertente discesa (circa 3 km)
che percorreremo tralasciando tutte le deviazioni, e che ci condurrà
fino a Sa Punta 'e sa Ra'a.
discesa da Zurufusu e stagno di San Giovanni
discesa da Zurufusu e stagno di San Giovanni
Finita la sterrata giungiamo sulla strada asfaltata che porta a
Sant'Antonio di Santadi: qui pieghiamo sulla nostra destra, direzione
est, percorriamo circa 500 m e ancora sulla nostra destra prendiamo una
nuova sterrata che dopo 5 km circa ci condurrà al Parco Comunale di
Gentilis. L'ambiente che attraversiamo è suggestivo, alla nostra
sinistra si stagliano Punta Zurrabidi e altri bassi e selvaggi rilievi.
In salita arriviamo sulla strada principale (la panoramica) del parco
Gentilis. Da qui si può optare per una piccola deviazione: un giro sul
percorso di gara dove ci sono dei divertentissimi single tracks in
discesa. 30/40 minuti di svago per poter tornare poi sulla panoramica e
riprendere a salire in direzione della tagliafuoco e della torretta di
avvistamento del servizio antincendio: circa 2,5 km di sudata salita.
Arrivati sulla sommità, due chiacchiere con la vedetta, e poi finalmente
inizia un bel tratto di discesa; si segue da principio la tagliafuoco in
direzione ovest, fin dove termina, e qui, piegando a sinistra si
percorre una discesa discretamente tecnica fino al fondo valle, avendo
alla nostra sinistra le creste di Genna Arritzola e dell'Arcuentu.
Sul fondo valle, in zona Is Ruinalis, si può allungare il giro e salire
verso l'Arcuentu e l'Arcuenteddu, dipende dal tempo a disposizione e,
non ultimo, dal caldo... Il giro oggi prevede lo
scollinamento verso la strada Funtanazza-Torre dei Corsari, quindi si
riprende a salire verso ovest fino a giungere sull'asfalto. Percorrere
questa strada ha comunque un suo fascino: il poco traffico, gli odori, i
panorami splendidi, aiutano a non sentire affatto la fatica.
Però l'itinerario non è completo, allora poco prima di Porto Palma, una
deviazione sulla sinistra, si entra in un rimboschimento chiuso alle
macchine e si scende al mare. Spettacolo! Una costa poco frequentata si
apre improvvisamente agli occhi dell'escursionista:
Da qui il rientro verso Porto Palma si fa seguendo un sentiero di capre
in direzione nord, si pedala ma spesso si deve scendere e spingere la
bici, ma certamente ne vale la pena!
Giunti a Porto Palma si prende la strada asfaltata per pochi km, in
leggera salita, fino a ritrovare la sterrata che abbiamo percorso
all'inizio della nostra escursione, quindi pieghiamo a sinistra e dopo
un tratto in piano l'ultima discesa, breve tecnica e intensa, prima di
arrivare in spiaggia dove non può mancare un bel bagno ristoratore.
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