

Gonnosfanadiga 25 Aprile 2009
Finalmente. La squadra al completo, o quasi; mancano solo il “grande invalido” e il “continentale”. La mattinata è calda, come da copione, era ora; i preparativi fervono fin quasi dall’alba, a testimonianza del fatto che, qualunque cosa ne dicano, tutti ci tengono, e tutti sono insolitamente puntuali all’appuntamento. Arriviamo presto al parcheggio del parco comunale di Perd’e Pibera, facciamo la fila sotto il sole per le iscrizioni, qualche inconveniente con i numeri di gara e con le tessere che, accidenti, non tutti si portano appresso. Procediamo con i rituali tipici della situazione: vestizione, preparazione e controllo dei mezzi, gesti scaramantici, assunzione preventiva di cibarie super energetiche e liquidi, eventuale scarico dei residui degli stessi…
C’è ancora il tempo, prima della partenza, per salutare vecchi e nuovi amici, compagni di pedalate, avversari; l’atmosfera è comunque gioiosa seppure si percepisca una certa tensione nell’aria, anche se la maggior parte di noi non ci fa poi tanto attenzione.
Scendiamo in paese, ai piedi della lunga scalinata, ritrovo dei bikers e punto di partenza della gara odierna. C’ è da aspettare, quindi c’è pure il tempo per le foto di rito: la foto di gruppo! Kaggefiadora! Ci siamo tutti, uff, ne facciamo almeno tre, così se una è mossa… Maporkadiquellapupazza! Ma manca il campione! Quel Porcu di campione, cioè quel campione di Porcu! Arriva, stizzia, si devono rifare le foto… concitazione, confusione, ma spostatevi che passano le macchine, ci dicono solerti i vigili. Fatto! Già fatto? Già fatto! Ma qualcuno la vuole individuale, con il potente mezzo tra le possenti cosce; la voglio con il mio compagno di allenamento, dice un altro…
E’ ora di partire, via con l’appello… ma non c’erano i chip?
Si paaaaaaaaaaaaarte! Ognuno al suo passo, chi va forte, chi va piano e chi va poco.
Il percorso è subito duro, con continui saliscendi, nel senso che a volte scendi dalla bici, perché nei primi km è TUTTA salita! Il gruppo si sgrana, ogni tot km si sente il suono pauroso di uno che si schianta sulle pietre di qualche tratto in discesa, non è niente, dice, vai tranquillo… ma con che faccia lo dice! Sembra un pugile suonato. Ci sono alcuni singles in salita, se becchi il treno sbagliato rischi: in testa c’è quello che arranca più di tutti, il più lento, e tu devi stare dietro, non puoi superare (meno male che non c’è la controprova!!!). Ci son dei bei guadi, acqua, in uno di questi, quello vicino alla colonia di Sibiri, si proprio quello lastricato e maledettamente scivoloso, StarLux si schianta, ohi que dolor! Smerigliato, bagnato, mazziato, scuàto se ne torna in paese abbandonando la competizione. Che rabbia, e neppure l’ombra di un’ambulanza.
Arriva! La madre di tutte le salite (di questo giro, beninteso), una lunga e dolorosa via crucis, un po’ a piedi, un po’ in bici, un po’ a piedi. Qualcuno è provato (aspetta la fine bello mio, e vedrai!), c’è Gus, che arranca a piedi come un grasso postino tedesco che spinge la sua bici, e questo è niente…
Ma dopo!... Il lungo single a mezza costa con vista sulla splendida valle a sinistra: la gola di Canale Nuratzoni. E’ una vera goduria, anche se c’è parecchio da pedalare. Si scende, si sale, mica è finita, c’è un bellissimo single, c’è VideoMax che non se lo gode per niente, skoppiadeddu! Per finire: 3,5 (TRE virgola CINQUE!!!) km di salita bastarda contro vento prima di giungere all’atteso traguardo. Sfinimento totale!
Si compatta il gruppo e si va a mangiare, trattamento ottimo da quel punto di vista. Si discute dell’andamento della gara, pure sulla via del rientro, si tirano le somme, è andata bene, è andata così così, è andata… Si programma la prossima gara, non tutti per la verità; tutto sommato siamo abbastanza soddisfatti, o forse no. Porcu, Sergio, quello delle foto, mì, PRIMO, e dico PRIMO, della categoria M3; tutti gli altri bene, hanno finito, ecchecavolo! Per i dettagli aspettate le classifiche o andate a cercarle su un altro sito. Hasta la vista e pronti per Villacidro!
dal nostro inviato BK